Due moto ferme al distributore, due caschi appoggiati sui serbatoi, e un dito che tiene premuto un pulsante da otto secondi mentre l’altro dice “adesso? adesso?”.
L’accoppiamento fra due interfoni di marca diversa riesce, quasi sempre. Quello che non riesce è ottenere le funzioni per cui uno dei due ha speso il doppio dell’altro.
Le due tecnologie parlano lingue diverse
Un interfono può collegarsi in due modi.
Il Bluetooth classico fa una catena: tu parli con chi ti sta accanto, quello parla con il successivo, e se il secondo esce dal raggio la catena si spezza in due tronconi che non si riparano da soli. Devi fermarti e rifare il collegamento.
Il mesh costruisce una maglia. Ognuno è collegato a tutti, e se uno resta indietro al semaforo il gruppo si richiude e lo riprende quando torna vicino, senza che nessuno tocchi niente. Cardo lo chiama DMC nelle generazioni più vecchie, Midland ha la sua linea con la stessa logica.
Qui arriva il pezzo che decide la spesa: il mesh funziona solo fra apparati della stessa famiglia. Quando colleghi un Cardo con un Midland, i due scendono automaticamente sul Bluetooth standard, perché è l’unica lingua comune.
Quindi se compri una rete da 350 euro e il tuo compagno di viaggio abituale ha un Bluetooth da 90, per tutta la stagione userete il Bluetooth da 90. La rete la pagherai e non la userai.
La domanda da farsi prima di comprare non è quale sia il migliore. È con chi parli di solito, e cosa ha in testa quella persona.
La portata dichiarata è in campo aperto

Sulle scatole trovi numeri: 800 metri, 1,2 chilometri, 1,6 chilometri.
Quei numeri vengono da una misura fatta in linea d’aria, senza ostacoli, con i due apparati che si vedono. In pratica: due moto su una strada dritta di pianura, senza traffico in mezzo.
Su una strada di montagna, dove fra te e l’altro c’è un costone di roccia, la portata reale è una frazione. In città con i palazzi, idem. È il motivo per cui gente delusa scrive che “non arriva a 200 metri”: arriva, ma non attraverso un tornante.
Il numero utile non è la portata massima. È quanti apparati regge il gruppo e come si comporta quando uno esce, e su quello i cataloghi sono meno espliciti.
Cosa cambia davvero fra le due marche
| Cardo | Midland | |
| Punto di forza | Audio (sui modelli con altoparlanti JBL), app matura | Rapporto prezzo prestazioni, gamma entry molto ampia |
| Rete | Su tutta la linea alta | Presente sulla linea dedicata |
| Fra marche diverse | Scende a Bluetooth standard | Scende a Bluetooth standard |
| Dove costa | I modelli di punta stanno sopra i 300 euro | Si entra con molto meno |
| Da guardare prima | Che il modello sia mesh e non solo Bluetooth | Che la versione sia quella compatibile col resto del gruppo |
Il montaggio, che è dove si rovina il casco
Il kit ha due modi di attaccarsi: la clip che entra fra calotta e guanciale, e il biadesivo.
La clip regge meglio e si toglie quando vendi il casco. Il problema è lo spessore: fra la calotta e il guanciale il gioco è di pochi millimetri, e su un casco che ti sta giusto la clip si sente sulla mascella. Su un modulare, con la meccanica della mentoniera nel mezzo, a volte non entra proprio.
Il biadesivo non ruba spazio, ma è definitivo: quando lo stacchi resta la colla.
Gli altoparlanti vanno negli incavi che quasi tutti i caschi hanno nei guanciali, all’altezza delle orecchie. Se il tuo casco non li ha, gli altoparlanti finiscono premuti contro l’orecchio e dopo un’ora fanno male. È una cosa da verificare sul casco che hai, prima di ordinare, tirando fuori il guanciale e guardando se c’è la nicchia.
Il microfono: quello a braccetto rigido va nei jet e nei modulari, quello a filo va negli integrali, incollato dentro la mentoniera. Nei kit di solito ci sono tutti e due. Nei kit economici a volte solo uno, e non è detto sia il tuo.
Il pulsante che si preme con i guanti
Sul catalogo non c’è, e in sella è la cosa che usi cento volte.
Alcuni apparati si comandano con una rotella grande, altri con tre pulsantini piccoli e ravvicinati, altri con una superficie a sfioramento. Con i guanti estivi si arrangiano tutti. Con un guanto invernale imbottito, i pulsantini piccoli diventano indovinelli e lo sfioramento smette proprio di rispondere.
Se giri d’inverno, la rotella è il comando che continua a funzionare quando le dita non sentono più niente. Provalo in negozio con il tuo guanto addosso, non a mani nude.
E la 22.06
Da quando è in vigore la nuova omologazione, gli accessori vengono provati insieme al casco. Un apparato montato modifica il casco: aggiunge peso su un lato, e in caso di impatto quella massa fa la sua parte.
Non esiste un divieto di montare un interfono su un casco omologato. Esiste una differenza fra un accessorio progettato per quel casco, che alcuni produttori vendono già integrato, e un kit universale attaccato con la colla.
Se stai comprando le due cose insieme, guarda se il produttore del casco ha una versione predisposta. Costa qualcosa in più e ti evita sia il problema dello spessore sia quello della nicchia.
Le cose che si scoprono al primo viaggio lungo
L’autonomia dichiarata si misura in conversazione continua. In viaggio non parli sempre: parli, poi stai zitto venti minuti, poi il navigatore dice qualcosa. Un apparato dato per 13 ore, usato così, arriva a fine giornata tranquillamente.
Quello che consuma è la rete attiva con più apparati collegati, e lì i numeri si dimezzano.
Sulla musica in sottofondo con la voce del navigatore sopra: funziona bene sulle app recenti di tutte e due le marche, e la cosa da regolare il primo giorno è il volume relativo, non quello generale. Se lo lasci di fabbrica, la voce del navigatore ti arriva addosso a volume doppio rispetto alla musica.
Sull’impermeabilità le sigle sono IP: da IPX6 in su reggono la pioggia battente. Sotto, reggono gli spruzzi. È scritto piccolo, di solito sul retro della scatola.
Domande rapide
Cardo e Midland si parlano fra loro? Sì, ma solo tramite il Bluetooth standard. Le funzioni avanzate restano fuori, perché la rete funziona soltanto fra apparati della stessa famiglia.
Serve la rete se viaggio in due? Meno di quanto sembri. Il vantaggio vero si vede nei gruppi, dove qualcuno resta indietro e il collegamento si richiude da solo. In due, il Bluetooth regge.
Quanti apparati regge un gruppo? Dipende dal modello, e il numero utile non è quello massimo dichiarato ma quanti restano collegati stabilmente. È il dato su cui i cataloghi sono meno espliciti.
L’autonomia dichiarata è reale? È misurata in conversazione continua. In viaggio, dove parli a tratti, un apparato dato per una dozzina di ore copre la giornata. Con la rete attiva e più apparati collegati, i numeri si dimezzano.
Torna al distributore
Prima di comprare, scrivi a chi viaggia con te e chiedi che modello ha in testa.
Se ha la rete della tua stessa marca, prendi quella. Se ha un Bluetooth di un’altra marca e non ha intenzione di cambiarlo, il tuo apparato resterà un Bluetooth per tutta l’estate, e quei 200 euro di differenza li puoi mettere su un casco che tenga gli altoparlanti senza schiacciarti le orecchie.
È una domanda da un messaggio. Costa meno di scoprirlo al primo distributore.


