Sottocasco e sottotuta: a cosa servono e come sceglierli

Annusa il casco.

Quello che hai in garage da due stagioni, aprilo e mettici dentro la faccia. Quell’odore non viene dalla plastica: viene dai guanciali, che hanno assorbito sudore per due estati e non si sono mai asciugati del tutto perché il casco sta chiuso in un armadio.

Da lì parte tutto il discorso sul sottocasco, e da lì parte anche l’errore che costa di più.

Il sottocasco cambia la taglia del casco

Questa è la cosa che quasi nessuno dice, e ne abbiamo visti diversi sbagliare in questo modo.

Un sottocasco è un tessuto sottile, mezzo millimetro o poco più. Sembra niente. Moltiplicalo per tutta la superficie che sta fra la tua testa e l’imbottitura, e ottieni una calotta che stringe più di prima.

Chi compra la testa nuova d’estate senza niente sotto, e poi d’inverno ci infila sotto un passamontagna in pile, si ritrova con la fronte segnata dopo venti minuti. La reazione tipica è passare a una taglia più grande. Ed è lì che si rompe tutto: quello stesso casco d’estate, a testa nuda, balla.

L’ordine giusto è al contrario. Lo provi con addosso quello che porterai sotto abitualmente, e la taglia la decidi così. Se lo usi tutto l’anno, provi con quello in testa. Se lo usi solo d’inverno, sappi che in quei mesi stringerà, e va bene finché non fa male.

Un passamontagna in pile pesante è un’altra cosa ancora. È un altro capo, spesso quattro o cinque volte tanto, e non entra sotto un casco preso su misura.

Seta, cotone, sintetico: cambia dove finisce il sudore

Le tre versioni fanno tre cose diverse, e il prezzo non le mette in fila per qualità.

La seta scivola. La testa entra e esce senza tirare i capelli, e per chi ha i capelli lunghi è la ragione principale per comprarne uno. Assorbe poco: il sudore resta sulla pelle.

Il cotone assorbe. Va bene su tragitti corti, e diventa il problema su tragitti lunghi perché una volta bagnato resta bagnato, e col vento addosso al collo diventa freddo.

Il sintetico tecnico, quello che nei cataloghi chiamano a trasporto di umidità, sposta il sudore verso l’esterno e lo lascia evaporare nell’imbottitura. È il motivo per cui esiste: non è che tu sudi meno, è che il sudore non ti resta addosso.

Per l’estate il ragionamento è questo: non ti rinfresca. Toglie l’acqua dalla fronte prima che ti coli negli occhi al semaforo, e questa è già una cosa per cui vale i quindici euro che costa.

Il sottotuta esiste per un altro motivo

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Sotto una tuta in pelle non ci va la maglietta. Non è una regola di stile.

La pelle, quando è in temperatura, si appiccica. Una maglietta di cotone bagnata dentro una tuta si arrotola sulle braccia mentre la infili, e per rimetterla a posto devi sfilarti mezza tuta. Chi ha fatto un track day di luglio sa esattamente di cosa parliamo, perché lo ha fatto nel box davanti a tutti.

Il sottotuta è un pezzo unico o due pezzi in tessuto elastico che scorre sulla pelle. Fa tre cose: ti fa entrare nella tuta senza lotta, tiene il sudore lontano dalla fodera, e sulle versioni con cuciture piatte evita che le cuciture della tuta ti segnino dopo un’ora.

Le cuciture piatte sono la voce da guardare. Un sottotuta con le cuciture normali, sotto una tuta stretta e sopra due ore di guida, lascia il segno lungo le costole.

E se hai un airbag

Qui la faccenda si stringe, e vale la pena saperlo prima.

I giubbotti airbag da indossare sotto la tuta hanno bisogno di spazio per gonfiarsi. Un sottotuta molto spesso, o un corpetto rigido messo insieme all’airbag, riduce quello spazio.

I produttori indicano cosa si può portare sotto e cosa no, e cambia da modello a modello. Se hai un airbag o stai per prenderlo, la sequenza degli strati la leggi sul manuale del giubbotto, non su una guida generica come questa.

Quale prendere, per quando esci

SetaCotoneSintetico tecnicoPile / invernale
Estate in cittàBuonoPassabileIl miglioreNo
Viaggio lungo estivoBuonoDiventa bagnatoIl miglioreNo
InvernoPocoPocoCon collo lungoSolo se il casco ha spazio
Capelli lunghiLa ragione per prenderloTiraDipende dal modelloTira
Spessore sul cascoMinimoMedioMinimo o medioAlto, cambia la taglia

Lo scaldacollo è un’altra cosa e va comprato a parte

Nei negozi finiscono sullo stesso espositore, e vengono confusi di continuo.

Lo scaldacollo copre dalla clavicola al mento e si ferma lì. Non va sotto la calotta: entra sotto il bordo e si ferma all’attaccatura dei capelli.

Il pezzo che va sotto è più lungo di collo o è integrale, cioè copre anche la testa. Le versioni con il collo lungo sono quelle che funzionano d’inverno, perché eliminano il punto scoperto fra il bordo della calotta e la chiusura della giacca, che è esattamente dove entra l’aria a 90 all’ora.

Il modo di verificarlo è mettersi tutto addosso davanti allo specchio, allacciare la giacca fino in cima e girare la testa a destra e a sinistra. Se girando compare una striscia di pelle scoperta, quel punto d’inverno lo senti per tutto il viaggio.

Una regola pratica sugli spessori: se devi mettere due strati sul collo, il secondo va sopra la giacca, non sotto. Sotto ruba spazio dove non ce n’è.

Le due cose sull’igiene

I guanciali di quasi tutti i caschi si estraggono e si lavano. Quasi nessuno lo fa, e il motivo è che si scopre come farlo solo quando l’odore è già arrivato al punto di prima.

Con un tessuto in mezzo, il sudore che arriva all’imbottitura è una frazione. L’interno resta pulito più a lungo e i guanciali cedono più tardi, il che significa anche che la taglia resta quella per più tempo.

L’altra: si lava a mano e si asciuga in mezz’ora, quindi due ne bastano. Chi ne compra uno solo, dopo una settimana lo mette sporco, e a quel punto tanto valeva non comprarlo.

Domande rapide

Fa più caldo? No, ma non rinfresca. Sposta il sudore dalla fronte prima che coli negli occhi al semaforo, e questo è il motivo per cui si porta d’estate.

Posso usarlo con un casco già comprato? Se il casco ti sta giusto, un modello sottile in seta o tecnico entra. Un passamontagna in pile no: ruba troppo spazio e dopo venti minuti segna la fronte.

Quale materiale d’estate? Il tecnico a trasporto di umidità. La seta è la scelta di chi ha i capelli lunghi, perché scivola. Il cotone si bagna e resta bagnato.

Ogni quanto si lava? Dopo ogni due o tre uscite. Si lava a mano e asciuga in mezz’ora, quindi conviene averne due.

Torna al casco

Riapri quello che hai in garage e guarda dentro, dalla parte della fronte.

Se l’imbottitura chiara è diventata scura in quella fascia, è il segno del sudore di due stagioni, e quello non torna indietro. Su un casco nuovo si evita con un pezzo di tessuto da quindici euro messo il primo giorno.