Caschi

In Italia il casco è l’unico capo obbligatorio per legge, per chi guida e per chi sta dietro, e chi viene fermato senza rischia anche il fermo amministrativo del veicolo. È anche l’acquisto su cui conviene passare più tempo di tutti gli altri: una taglia sbagliata si sopporta male già dopo mezz’ora di autostrada, e un’omologazione vecchia oggi non si può nemmeno più vendere nuova.

Integrale, jet, demi jet, modulare, crossover
L’integrale ha la mentoniera fissa, in un pezzo solo con la calotta, e copre la zona del mento che nelle cadute frontali prende il colpo per prima. Il jet lascia il viso libero: pesa meno, si sente meglio il traffico intorno, non protegge il mento. Il demi jet copre solo la parte alta del cranio ed è pensato per lo scooter in città. Il modulare ha la mentoniera sollevabile, comoda al semaforo e al distributore. Il crossover arriva dall’enduro e tiene insieme frontino e visiera, per chi va in maxi enduro su strada.
Sul modulare guarda la sigla vicino al numero di omologazione. P significa che la mentoniera è stata testata come protettiva, J che il casco è approvato anche aperto. Solo un P/J può essere usato legalmente in tutte e due le posizioni: se c’è scritto solo P, la mentoniera va tenuta chiusa in marcia.

Cosa c’è scritto sull’etichetta
L’etichetta di omologazione è cucita al cinturino sottogola. Il numero comincia con le due cifre della norma: 06 per la ECE 22.06, 05 per la precedente. Dal 1° gennaio 2024 i caschi omologati 22.05 non si possono più vendere nuovi nell’Unione Europea. Se ne hai già uno, resta perfettamente utilizzabile e non c’è nessun obbligo di cambiarlo.
La differenza fra le due norme non è solo il numero. La 22.06 ha introdotto le prove di impatto obliquo, quelle che misurano la rotazione della testa e non soltanto l’urto secco, ha allargato i punti della calotta colpiti in laboratorio, prova il casco a più velocità diverse e sottopone a verifica anche visiera e accessori montati, pinlock e interfono integrato compresi.

La taglia si misura, la forma si prova
Prendi un metro da sarto e misura la circonferenza della testa facendolo passare circa due centimetri sopra le sopracciglia e sopra le orecchie. Il numero in centimetri è la taglia di partenza. Poi però conta la forma del cranio: due caschi della stessa taglia, uno con guscio interno ovale lungo e uno più tondo, si portano in modo del tutto diverso.
Quando lo provi, muovi il casco avanti e indietro con le mani. Deve trascinare la pelle della fronte, non scorrerci sopra. E tienilo in testa almeno dieci minuti prima di decidere: i punti di pressione sulle tempie non si sentono subito, arrivano dopo.

Visiera, chiusura, peso
La visiera si appanna, e l’unico rimedio che funziona davvero è il pinlock: una lente interna agganciata a due perni che crea un’intercapedine d’aria. Controlla se il casco è predisposto e se la lente è già inclusa nella scatola, perché comprata a parte costa.
La chiusura a doppio anello è quella richiesta in pista e resta la più sicura, ma va infilata ogni volta a mano. La micrometrica a cricchetto si chiude più in fretta anche con i guanti. Un integrale da strada pesa in genere fra 1,4 e 1,6 kg: cento grammi di differenza non si notano in negozio, si notano sul collo dopo la prima ora.

Quando va sostituito
Dopo un impatto va cambiato anche se fuori non si vede niente. Il polistirolo interno assorbe l’urto schiacciandosi, e una volta schiacciato non torna come prima. Senza cadute, quello che invecchia sono guarnizioni, imbottiture e cinturino: se il casco balla dove prima era stretto, gli interni si sono compattati.

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