Tuta moto intera o divisibile: quale scegliere

Provala da seduto.

In negozio non lo fa quasi nessuno. Ci si infila dentro, ci si guarda allo specchio, si alzano le braccia, si fa qualche passo. Poi la stessa identica tuta, in sella, tira sulle spalle e si apre dietro la schiena. La posizione in piedi e la posizione sulla moto sono due cose diverse, e la pelle non si allunga per farti un favore.

Ma la scelta fra i due pezzi e il pezzo unico non si decide nemmeno lì. Si decide su una cerniera che in negozio quasi nessuno segue con le dita.

La cerniera che sta in mezzo non è tutta uguale

Su una divisibile giacca e pantalone si uniscono con una zip. Detto così sembra un dettaglio da cartellino, e invece sotto lo stesso nome finiscono due capi che si comportano in modo diverso.

Ci sono modelli dove la zip è un tratto corto dietro la schiena, una ventina di centimetri, giusto per tenere insieme i due pezzi mentre guidi. E ci sono modelli dove la cerniera gira tutt’attorno alla vita, davanti, sui fianchi, dietro, e chiude il giro completo. La chiamano cerniera a 360 o perimetrale.

Nel primo caso, in una scivolata, la giacca sale. Sale perché niente la trattiene sui fianchi: il tratto dietro fa da perno e il resto si arrotola verso le costole. Nel secondo caso i due pezzi restano un corpo solo e la schiena non si scopre.

Quando la provi, fai una cosa sola: appoggia le dita sulla zip all’altezza dell’ombelico e segui il giro. Se le dita si fermano sul fianco, in mano hai una giacca e un pantalone che viaggiano insieme. Se il giro si chiude, hai una tuta che si apre in due.

Sul cartellino, spesso, c’è scritto “divisibile” in tutti e due i casi.

In pista non guardano il cartellino, guardano il regolamento

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Qui si perdono i soldi, di solito.

Uno compra la divisibile perché la userà anche in strada, e nella testa ha già messo in conto due giornate in circuito a primavera. Poi arriva al paddock e scopre che quel giorno, con quell’organizzatore, la divisibile non passa.

Nei regolamenti agonistici la tuta intera in pelle resta la norma. Nei track day amatoriali la faccenda è più larga: molti organizzatori accettano la divisibile purché la cerniera chiuda il giro completo, altri no, e altri ancora la accettano solo in alcuni turni. Non c’è una regola nazionale che valga per tutti i circuiti.

Quindi il passaggio è questo, e va fatto prima di pagare: cerca il regolamento tecnico dell’organizzatore con cui pensi di girare, non del circuito, e leggi la riga sull’abbigliamento. Se non la trovi scritta, scrivi a loro. Due righe di email valgono più di qualsiasi consiglio in negozio, compreso il nostro.

AAA non vuol dire più pelle

Sulle etichette cucite dentro trovi delle sigle: AAA, AA, A, e più sotto B e C. Vengono dalla norma EN 17092.

Molti le leggono come uno spessore. Non lo sono. Quelle classi arrivano da prove di abrasione, di resistenza al taglio e di tenuta delle cuciture. Una tuta con pelle più sottile ma cucita bene, con le cuciture protette e i pannelli giusti nei punti che toccano per primi, può stare in una classe più alta di una con pelle più grossa e cuciture messe dove strisciano.

Il numero che invece continua a girare nei discorsi è lo spessore in millimetri, di solito fra 1,2 e 1,4. Non è inutile, ma da solo non ti dice come finisce una scivolata a 90 all’ora. La classe sull’etichetta ti dice qualcosa in più, perché dietro c’è un test.

E le protezioni sono un’altra faccenda ancora: spalle, gomiti, ginocchia, eventualmente schiena, rispondono alla EN 1621-1 e alla EN 1621-2. Una tuta può essere in classe AAA e arrivare con lo schienale non incluso. Succede spesso. Guarda dentro se la tasca dietro è piena o vuota.

Dove finiscono i soldi, davvero

InteraDivisibile con giro completoDivisibile con zip corta
Per cosa la paghiUn corpo unico, niente punti dove si apreQuasi la tenuta dell’intera, più la possibilità di togliere sopraLa comodità, poco altro
Track day amatorialePassa quasi sempreDipende dall’organizzatore, chiedi primaSpesso non passa
Uso in strada tutti i giorniScomoda alla sosta, non la togli a metàTogli la giacca e resti in pantaloneUguale alla precedente
Dove si sfilaInteramente, servono due minuti e un posto dove appoggiarsiCome sopra per il pantaloneCome sopra
Punto deboleNessuno strutturale, il problema è vivere fuori dalla motoIl giro della zip deve essere fatto bene, non tutti lo sonoLa giacca sale in scivolata

Le cose che in tabella non si vedono

Sfilarsi una tuta intera in un’area di servizio d’agosto è un lavoro. Ti serve un appoggio, ti serve un minuto, e resti in intimo tecnico davanti alle pompe. Chi fa strada e basta, dopo il terzo caffè fatto così, capisce da solo perché esiste la divisibile.

Sulla taglia: la tuta si compra stretta. Non “che ti sta bene”, proprio stretta, perché la pelle cede con l’uso e perché una protezione che balla sul gomito al momento giusto non è dove serve. Il modo per verificarlo in negozio è mettersi nella posizione di guida, braccia avanti, schiena piegata, e controllare che i gusci restino sopra l’articolazione.

Sulle taglie donna il discorso cambia, e non solo per il girovita. Le tute tagliate su misure femminili hanno il punto vita più alto e le protezioni posizionate di conseguenza. Una taglia piccola di un modello uomo non è la stessa cosa, e sul ginocchio si vede subito.

Sui marchi diciamo poco, perché è il pezzo che vediamo meno da vicino: Berik, Spyke, Bi Esse stanno nella fascia dove si compra la prima tuta seria, e lì la differenza fra un modello e l’altro la fa più il taglio che il nome. Il resto è preferenza.

Domande rapide

La divisibile va bene in pista? Dipende dall’organizzatore del track day, non dal circuito. Con la cerniera a giro completo passa quasi ovunque, con la zip corta quasi mai. Nei regolamenti agonistici resta richiesto il pezzo unico.

Quanto deve essere spessa la pelle? Fra 1,2 e 1,4 millimetri è la forbice normale, ma da sola quella misura dice poco. La classe EN 17092 sull’etichetta interna vale di più, perché arriva da prove di abrasione e di tenuta delle cuciture.

Va presa stretta? Sì. La pelle cede con l’uso, e una protezione che balla sul ginocchio non serve. Prova nella posizione di guida e controlla che i gusci restino sopra le articolazioni.

Il paraschiena è incluso? Spesso no, anche sui modelli in classe alta. Apri la tasca dietro: se quello che tiri fuori non ha la sigla EN 1621-2, è una spugna e il paraschiena va comprato a parte.

Torna alla vita

Prima di firmare lo scontrino, rimettiti addosso quella che hai scelto e ripeti il giro con le dita lungo la cintura.

Se compri l’intera, il giro non c’è e va bene così: hai comprato un pezzo solo perché ti serviva un pezzo solo. Se compri la divisibile, quel giro deve chiudersi, e devi sentirlo chiudersi tutto, non fino al fianco.

È l’unico controllo che nessuno ti fa fare in negozio, dura dieci secondi, e separa due capi che sul cartellino hanno lo stesso nome.