Borsello da gamba moto: come sceglierlo e dove va montato

Se ti scende, quasi sempre è montato troppo in basso.

Chi lo compra lo piazza dove sta comodo da fermi, cioè a metà coscia, che è il punto dove la mano arriva senza piegarsi. Poi si sale in sella, si guida venti minuti, e alla prima sosta è due dita più giù di dove era.

Non è il prodotto. È il punto.

La coscia si muove, il bacino no

Guarda cosa succede quando pedali su una moto: la coscia cambia circonferenza mentre il muscolo lavora e mentre pieghi la gamba per appoggiare il piede a terra. Un cinghiaggio stretto a metà coscia sta stretto in un momento e largo in quello dopo, e ogni volta che si allarga scende di un millimetro.

Il fissaggio vero non è quello. È la cintura.

Un modello fatto bene ha due punti: un passante che va nella cintura dei pantaloni o della tuta, e una fascia sotto che gira attorno alla coscia. Il peso lo tiene il passante alto, la fascia serve solo a non farlo ballare in avanti quando freni.

Se lo monti al contrario, cioè stringendo forte la coscia e lasciando il passante lasco, hai un oggetto tenuto dal muscolo. E il muscolo si muove.

Come si regola, in pratica: aggancia il passante alla cintura, tira finché il corpo sta alto sulla coscia, vicino all’anca. Poi stringi la fascia sotto quel tanto che basta a fermarlo, senza segnare. Se dopo mezz’ora hai il segno sulla gamba, hai stretto per compensare un passante lasco.

Destra o sinistra non è una preferenza

Sul lato sinistro, in moto, c’è il piede della leva del cambio e c’è la gamba che scende per prima quando ti fermi.

Uno voluminoso a sinistra, su una moto con la sella alta, si trova nel mezzo quando allunghi la gamba. Non è drammatico, ma dopo il decimo semaforo dà fastidio.

A destra c’è il freno posteriore e, su molte moto, gli scarichi. Uno che pende troppo in basso a destra, su una moto con lo scarico alto, va guardato: la fascia si scioglie con il calore, e la prima volta che appoggi la gamba contro il collettore te ne accorgi dall’odore.

La scelta pratica per chi guida in città: sinistra, alto, corpo che non supera la linea della tasca.

Volume: uno o tre litri sono due oggetti diversi

VolumeCi staDove si trova beneLimite
1 litroDocumenti, telefono, chiaviCittà, tragitti breviNon ci entra un guanto
2 litriSopra, più un paio di guanti estiviUso quotidiano, mistoComincia a sporgere in curva
3 litriSopra, più antipioggia leggeroViaggio, enduroVa urtato con la gamba quando scendi

Marsupio da gamba e borsello: la parola cambia, l’oggetto a volte no

Nei cataloghi la stessa cosa si chiama in tre modi: borsello da gamba, marsupio da gamba, thigh bag.

Dove la parola conta è nella distinzione fra il modello con solo la fascia sulla coscia e quello con passante da cintura. I prodotti da attività outdoor, quelli venduti nelle catene sportive, spesso hanno solo la fascia perché sono nati per camminare, non per stare seduti su una moto.

Costano meno e sono fatti bene per quello che fanno. In sella, senza il punto alto sulla cintura, scendono. Se ne stai guardando uno, la cosa da cercare nella foto è il passante, e nelle schede tecniche compare come attacco cintura.

L’impermeabile che non c’è

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Quasi tutti i borselli da moto sono in tessuto idrorepellente. Sotto un temporale l’idrorepellente cede dopo qualche minuto, e i documenti dentro si bagnano dai bordi delle zip, non attraverso il tessuto.

Le versioni con zip stagne esistono e costano di più. Le altre risolvono con una tasca interna in plastica o con una cover da tirare fuori.

Se ci tieni i documenti, la soluzione da due euro è una busta trasparente con la chiusura a pressione dentro il borsello. Non è elegante e funziona meglio di metà dei modelli venduti come impermeabili.

Il telefono d’estate, che è il motivo per cui molti smettono di usarlo

Ad agosto, fermi a un semaforo di città, la temperatura fra la gamba e il tessuto nero sale in fretta.

Un telefono chiuso lì dentro, sotto il sole diretto, va in protezione termica: lo schermo si spegne, la navigazione si ferma, e riparte solo quando si è raffreddato. Chi usa la moto per lavoro e tiene il telefono sulla coscia se ne accorge il primo giorno di luglio.

La soluzione non è un prodotto diverso. È tenere il telefono nella tasca interna, quella lontana dal lato esterno esposto al sole, e non lasciare la moto parcheggiata con la borsa addosso al serbatoio caldo.

Chi naviga davvero, poi, il telefono lo mette sul manubrio con un supporto e non nella borsa, perché guardarlo significa fermarsi. Sulla coscia ci vanno le cose che non ti servono mentre guidi: documenti, contanti, una chiave di scorta, la carta del casello.

Ed è anche la ragione per cui uno da un litro basta a più gente di quanta pensi. Il volume in più si riempie di roba che poi rimane lì per mesi.

Quello che deve stare fuori dai piedi

Una regola che vale per qualsiasi cosa ti attacchi addosso: niente cinghie penzolanti e niente moschettoni sciolti sul lato della catena o del disco.

Un laccio di regolazione lasciato lungo quaranta centimetri, su una moto senza carter chiuso, ha un solo posto dove andare. Le fascette di regolazione in eccesso si arrotolano e si fermano con un elastico, e quello è il primo minuto dopo averlo montato, non un giorno qualsiasi.

Come si chiude, che cambia più del volume

Le zip corrono lungo il bordo superiore o lungo il fianco.

Quelle sul bordo superiore si aprono guardando in basso e vanno bene da fermi. Quelle laterali si raggiungono anche seduti, senza staccare la schiena dalla sella, e per chi paga i pedaggi in autostrada è la differenza fra una sosta e nessuna sosta.

C’è poi il verso del cursore. Se punta verso l’esterno della gamba, il vento a velocità di autostrada spinge nella direzione che apre. Non si spalanca, ma dopo qualche centinaio di chilometri lo trovi socchiuso, e le cose piccole se ne vanno senza rumore.

Chi ha già perso una carta di credito così poi controlla a ogni sosta. Meglio scegliere il verso giusto e non pensarci.

Torna alla coscia

Rimettilo dove lo tenevi e guarda dove sta rispetto all’anca.

Se lo trovi a metà coscia, spostalo su di dieci centimetri e allenta la fascia. Le prime due uscite ti sembrerà che stia in un posto strano, perché lo hai sempre visto più in basso. Poi ti accorgerai che alla sosta è ancora dove lo avevi lasciato.

Non serve comprare niente per farlo.