Paraschiena moto: come sceglierlo, livelli e certificazioni

Tira fuori quello che hai dietro la schiena.

Sulla schiena c’è una tasca lunga, si apre da sotto o dall’interno. Dentro c’è qualcosa. Prendilo, appoggialo sul tavolo e cerca un’etichetta cucita sopra.

Nella maggior parte dei capi di fascia media, su quell’etichetta non c’è scritto niente, perché l’etichetta non c’è. Quello che hai in mano è una spugna sagomata che serve a dare forma al capo. In moto non fa nulla.

Predisposto vuol dire vuoto

È il malinteso più costoso di tutto l’abbigliamento moto, e passa attraverso una parola sola.

Sul cartellino c’è scritto “predisposto per paraschiena”. Chi legge capisce “ha il paraschiena”. Vuol dire l’opposto: c’è la tasca, il paraschiena lo compri a parte.

Un paraschiena omologato porta stampata o cucita la sigla EN 1621-2 e un livello. Se quella sigla non c’è, non è un paraschiena, indipendentemente da quanto sembri robusto e da quanto pesi.

La spugna che trovi di serie ha anche un nome tecnico nei cataloghi, comfort pad, ed è onesta finché nessuno la spaccia per altro. Il problema nasce in negozio, quando alla domanda “ha la protezione dietro?” la risposta è sì.

Fai tu il controllo. Tasca, mano dentro, etichetta.

Livello 1 e livello 2 sono due numeri, non due qualità

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Le prove per il paraschiena funzionano così: lasciano cadere un peso sopra la protezione e misurano quanta forza arriva dall’altra parte, dove ci sarebbe la schiena. Il risultato si legge in kilonewton.

Per il livello 1 la forza media trasmessa deve restare sotto i 18 kN, per il livello 2 sotto i 9 kN.

Metà. Non “un po’ meglio”: metà della forza che arriva alla schiena.

Il secondo è più spesso, più rigido e costa di più. Su un capo sportivo ci sta bene. Dentro un capo da città stretto di vita, quello rigido si sente quando ti pieghi in avanti, e chi lo trova scomodo poi lo toglie e lo lascia in garage.

Il primo addosso batte il secondo nel cassetto. Detto questo, se stai comprando adesso e c’è spazio dietro, prendi il 2.

Full back e central back, e perché la seconda costa meno

Guardando due paraschiena affiancati, uno arriva alle spalle e giù fino alle reni, l’altro copre solo la fascia centrale della schiena.

Il primo si chiama full back e protegge anche la zona alta, quella fra le scapole. Il secondo copre il tratto lombare e poco più.

La taglia si prende sulla lunghezza della schiena, non su quella del capo: si misura dalla settima vertebra cervicale, quella che sporge quando abbassi il mento, fino alla cintura. Le tabelle dei produttori partono da quella misura.

Un paraschiena troppo corto lascia scoperta la zona alta. Uno troppo lungo va a battere sulla sella quando ti siedi, e dopo mezz’ora lo senti.

Corpetto, gilet o solo il paraschiena

Inserto in giaccaCorpetto con bretelleGilet con protezioni
Cosa copreSolo schienaSchiena, a volte toraceSchiena, torace, a volte fianchi
Quando lo usiSempre, resta dentro la giaccaSotto giacca larga o tutaSotto tuta, fuoristrada
Punto deboleSe cambi capo resta lìScalda, si sente d’estateIngombro, va provato sotto il capo
Costo tipicoIl più bassoMedioIl più alto
Errore comuneComprare il capo e non l’insertoPrenderlo della taglia della magliaNon verificare se entra sotto la tuta

Anche gomiti e ginocchia hanno un numero

La sigla per le protezioni degli arti è EN 1621-1, e funziona con la stessa logica: due gradi, misurati sulla forza che passa dall’altra parte.

Quello che cambia rispetto alla schiena è dove finisce il pezzo quando ti muovi. Un guscio sul gomito lavora se sta sulla punta dell’articolazione, e la punta si sposta di parecchi centimetri fra braccio disteso e braccio piegato a novanta gradi.

Le protezioni fatte per la moto tengono conto di questo: sono sagomate per la posizione piegata, quella che tieni sul manubrio, e infatti in piedi con le braccia lungo i fianchi sembrano montate storte. Non lo sono. Se in negozio ti sembrano al posto giusto stando dritto, in sella saranno spostate verso l’avambraccio.

Il modo di provarle è uno solo: piegati in avanti come se avessi il manubrio davanti, poi con la mano libera senti dove sta il guscio. Sul ginocchio vale lo stesso, con la gamba piegata come sulla pedana.

C’è poi il materiale morbido, quello che i produttori chiamano a memoria di forma e che si indurisce nell’istante dell’urto. Costa più della plastica sagomata e si porta senza accorgersene, che è il motivo per cui poi resta addosso invece di finire in fondo all’armadio.

Il torace, che è la protezione di cui non si parla

Esiste una norma anche per quello, la EN 1621-3, e riguarda le protezioni pettorali.

Nel fuoristrada le pettorine si usano da sempre. In strada quasi nessuno le mette, e il motivo è che nessuno le propone: entrano in poche giacche e sono scomode d’estate.

Non ti diciamo di comprarla. Ti diciamo che se la tua giacca ha le tasche anche davanti, quelle tasche esistono per un motivo e riempirle costa meno di quanto sia costato il capo.

Le felpe con le protezioni

Sono il capo cresciuto di più negli ultimi anni: felpa che sembra una felpa, protezioni dentro, si va al lavoro senza sembrare in tenuta da corsa.

La domanda giusta non è se proteggono, ma quale classe hanno. Molte felpe portano protezioni certificate su spalle e gomiti e un tessuto senza nessuna classe di abrasione: significa che i gusci fanno il loro lavoro sull’impatto, e il tessuto attorno si consuma quasi subito.

Le versioni fatte bene hanno una fodera in aramide nelle zone di scivolamento e riportano una classe EN 17092, di solito A o B. Costano il doppio delle altre, e la differenza sta tutta in quella fodera che non si vede.

Se una felpa moto costa quanto una felpa normale, dentro non c’è la fodera.

Domande rapide

Il paraschiena è obbligatorio? Sulla strada in Italia l’obbligo di legge riguarda il casco. Nei track day e nelle competizioni lo chiedono i regolamenti degli organizzatori, e lì senza non si entra.

Livello 1 o livello 2? Il 2 lascia passare meno della metà della forza (sotto i 9 kN contro i 18). È più spesso e più rigido: se il capo ha spazio, prendi il 2. Se ti costringe a toglierlo perché scomodo, il primo addosso vale di più.

Come si prende la taglia? Sulla lunghezza della schiena, misurata dalla vertebra che sporge quando abbassi il mento fino alla cintura. Non sulla taglia del capo.

Quello in dotazione basta? Quasi mai. Se sopra non c’è nessuna sigla cucita, è una spugna che dà forma al capo e non ha superato nessun test.

Torna alla tasca

Prima di rimettere via tutto, rimetti dentro quello che hai tirato fuori all’inizio.

Se era una spugna, adesso sai che quella tasca è vuota e sai cosa ordinare: EN 1621-2, livello 2 se lo spazio c’è, taglia presa sulla schiena e non sulla giacca.

Se invece la sigla c’era, hai già fatto la cosa giusta senza saperlo, e ti resta solo da controllare che il pezzo arrivi dove deve arrivare quando sei seduto in sella, non in piedi in camera.