Giacche moto estive: come sceglierle e cosa controllare

Prova a soffiarci dentro.

Prendi la manica della giacca, avvicinala alla bocca e soffia. Se senti il fiato uscire dall’altra parte, hai in mano un capo estivo. Se il fiato si ferma contro il tessuto, hai in mano una giacca leggera, che non è la stessa cosa e a luglio in coda al semaforo la differenza vale una maglietta zuppa.

È un controllo da bar, ma separa due categorie che sul cartellino si chiamano tutte e due “estiva”.

Traforata e mesh non sono sinonimi

Sotto la parola estiva stanno tre costruzioni diverse.

La traforata ha dei fori praticati nel materiale. Pelle bucherellata, tessuto forato: sotto ci passa aria, ma il materiale c’è ancora e a moto ferma serve a poco. Serve la velocità per funzionare.

La mesh è una rete. Non è materiale bucato, è proprio una struttura aperta dove il pieno è meno del vuoto. Lascia passare aria anche a 30 all’ora, e in coda continua a fare qualcosa.

Poi c’è la quattro stagioni, quella con la membrana staccabile e il termico che si sfila. Venduta come estiva perché “togliendo tutto resta leggera”. Togliendo tutto resta il guscio esterno, che è chiuso. Prende aria solo dalle prese, che sono zip lunghe una spanna, e da fermo niente.

Nessuna delle tre è sbagliata. Sbagliato è comprare la terza pensando alla seconda, e succede spesso perché il commesso dice “questa va bene tutto l’anno” e in effetti è vero: va bene tutto l’anno, discretamente, e a ferragosto discretamente vuol dire sudato.

Dove la mesh perde, e va detto

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Una rete si strappa prima di un tessuto pieno. Sull’asfalto una mesh economica fa poca strada.

Il modo per capire quanto ne fa è la classe sull’etichetta interna, quella della norma EN 17092: trovi lettere fra A, AA e AAA, più B e C per i capi pensati come antiabrasione parziale. Le giacche estive stanno quasi tutte in classe A, qualcuna in AA quando i pannelli sulle spalle e sui gomiti sono rinforzati con materiale pieno.

Una AA estiva esiste, costa di più e pesa qualcosa in più. Una mesh senza nessuna sigla dentro è un capo da moda, non da moto, e ce ne sono parecchie in giro d’estate.

Il gancio che tiene la protezione ferma

Questo è il punto su cui abbiamo cambiato idea guardando i capi resi.

Ogni giacca ha le tasche per spalle e gomiti, e dentro ci sono i gusci certificati EN 1621-1, livello 1 o livello 2. Fin qui tutti uguali. La differenza sta in come la tasca tiene il guscio quando il tessuto attorno è una rete.

Su un capo pieno la tasca è cucita in un materiale rigido e il guscio resta dov’è. Su una mesh, se la tasca è fatta della stessa rete, il guscio ha gioco: si sposta di due o tre centimetri quando muovi il braccio. Poi arrivi a terra e quel gomito che doveva essere coperto è coperto a metà.

Come si controlla, in negozio: infila la giacca, piega il braccio a novanta gradi e con l’altra mano premi sul gomito attraverso il tessuto. Il guscio deve stare sulla punta dell’articolazione. Se lo trovi spostato verso l’avambraccio, quella tasca non tiene.

Vale anche per le spalle, ed è più facile sbagliarsi lì perché non te le vedi.

Il paraschiena che non c’è

Quasi tutte le giacche estive arrivano con qualcosa dietro, nella tasca lunga della schiena. Quasi mai è un paraschiena.

Nella maggior parte dei casi è una spugna sagomata, che serve a dare forma al capo e a non farti sentire le cuciture. Non ha nessuna omologazione. Un paraschiena vero porta la sigla EN 1621-2 e un livello, 1 o 2.

Tiralo fuori e guardalo controluce. Se non c’è nessuna etichetta cucita sopra, hai comprato una giacca predisposta, non una giacca protetta, e il paraschiena va aggiunto a parte.

Quale prendere, per come guidi

MeshTraforata4 stagioni senza interni
In coda in cittàPassa ariaPocaNessuna
Statale a 90MoltaBuonaSolo dalle prese
Se pioveSi bagna subitoSi bagnaRegge un po’
Classe tipicaAA o AAAA
Ha senso seEstate vera, città e mistoVuoi un capo solo per la bella stagioneVuoi una giacca sola tutto l’anno

Vestibilità donna, che non è la taglia piccola

Sulle giacche tagliate su misure femminili cambiano tre cose rispetto a una uomo rimpicciolita: il punto vita è più alto, la manica è più corta a parità di torace, e le tasche di spalle e gomiti sono posizionate di conseguenza.

L’ultima è quella che conta. Su una uomo taglia S indossata da una donna, i gusci delle spalle finiscono spesso verso l’esterno del braccio invece che sopra l’articolazione, per la stessa ragione del gomito di prima. Il controllo è identico: piega, premi, senti dov’è.

Sul vintage in pelle traforata diciamo solo questo: bella, calda, e la classe scritta dentro va guardata come su qualsiasi altro capo. Il fatto che sia pelle non la promuove da sola.

La zip dietro che nessuno collega a niente

Sull’orlo, dietro, c’è una piccola cerniera lunga una spanna. Serve a unire il capo ai pantaloni tecnici.

Quasi nessuno la usa, perché quasi nessuno ha i pantaloni con la controparte. E finché si va al lavoro in jeans, poco male.

Il momento in cui conta è lo stesso della tuta divisibile: in una scivolata, un capo non agganciato sale sulla schiena. Su una mesh corta di vita, che d’estate si porta larga, il tratto che si scopre è parecchio.

Se hai già i pantaloni giusti e non l’hai mai agganciata, agganciala. Sono cinque secondi, non si sente mentre guidi, e cambia dove finisce il tessuto quando scivoli.

Lavarla, che si sbaglia sempre allo stesso modo

Una rete sporca ventila meno, perché polvere e insetti chiudono le maglie. Dopo una stagione la differenza si sente.

Va lavata a mano o a trenta gradi con il ciclo delicato, con le protezioni tolte. Le protezioni tolte è il punto: i gusci in lavatrice si deformano con il calore e poi non tornano nella tasca come prima.

Niente ammorbidente, che chiude le fibre, e niente asciugatrice. Il capo si stende all’ombra: al sole diretto i tessuti tecnici e le stampe riflettenti si degradano più in fretta di quanto si pensi.

Torna alla manica

Prima di pagare, rifai la prova del soffio.

Poi piega il braccio e premi sul gomito. Due gesti, venti secondi, e sai due cose che il cartellino non dice: se il capo lascia passare aria davvero e se la protezione sta dove serve quando il braccio si muove.

Il resto, la marca, il colore, la piega del collo, lo decidi tu. Quelle due no.